Un viaggio da sogno che ci porta a conoscere la cultura e il folklore dell’India, Festival Holi

di Franco Petti

A marzo si celebra l’Holi Festival, una delle più importanti feste nel calendario induista perché segna il momento della rinascita, del rinnovamento attraverso il fuoco che tutto purifica (Holid significa infatti bruciare): è la festa della gioia dei colori che vengono spruzzati addosso a tutti.

Questa grande festa indiana si celebra alla fine degli inverni nel mese di marzo, dopo la Luna piena. Il giorno prima di Holi viene acceso un grande falò che aiuta a bruciare gli spiriti maligni e l’intero processo è chiamato Holika Dahan. Nel giorno dell’Holi le persone si divertono a spruzzarsi i colori gli uni sugli altri e giocano anche con i colori liquidi. Questo gioco con i colori continua fino alla fine del pomeriggio e dalla sera si inizia con la preparazione di deliziosi pasti.

Emozionante, la “festa dei colori”. Nella tradizione induista la primavera si saluta così: danzando, cantando e lanciandosi addosso polveri colorate. Un modo per dare il benvenuto alla stagione del raccolto e buttarsi alle spalle i brutti pensieri.L’Holi è un festival che si tiene in primavera dedicato ai colori e all’amore. Una festa amatissima, il ritorno della primavera, una sorta di carnevale indiano.

Il suo nome è Holi, ma è conosciuta in tutto il mondo come la “Festa dei Colori”. È una delle più importanti festività della religione induista ed anche una della feste più amate da tutta la popolazione indiana.  Un festa che coinvolge tutti indistintamente: i partecipanti sono persone di ogni età, sesso ed estrazione sociale. I festeggiamenti, tuttavia, iniziano già dal giorno prima e, in alcune regioni dell’India, possono prolungarsi fino ad una settimana.

Holi è una festa gioiosa, una sorta di inno alla vita per celebrare il trionfo del bene sul male. È anche la festa della fertilità, che segna il passaggio dal gelo dell’inverno allo sbocciare della primavera, il periodo in cui la natura fiorisce a nuova vita. Non a caso, celebrare Holi è considerato anche un modo per ingraziarsi le divinità affinché facciano in modo che i raccolti siano ricchi e abbondanti. Nelle diverse zone dell’India la festa prende nomi diversi e viene celebrata con numerosissime varianti, pur mantenendo sempre lo stesso spirito gioioso che la caratterizza.

È una festa molto antica: alcune incisioni su pietra ritrovate a Ramgarh, nel Nord-Est dell’India, ci mostrano come le prime celebrazioni della festa di Holi risalgano addirittura a 300 anni prima della nascita di Cristo. Numerosi dipinti murali presenti all’interno di antichi templi induisti testimoniano come la celebrazione della festa fosse già molto diffusa anche nei secoli scorsi.
Questa festività trae le sue origini dalle antiche leggende della mitologia indù.
La notte prima della festa avviene la celebrazione di Holika Dahan: vengono accesi dei grandi roghi, con lo scopo di scacciare gli spiriti.     Il termine “Holi”, che da’ il nome alla festa, non a caso significa proprio “brucia”. Il secondo giorno di festa, chiamato Dhulhendi, è la giornata principale della celebrazione di Holi, nonché la più attesa da tutta la popolazione.


Bambini, adulti, anziani, tutti si riversano nelle strade vestiti di bianco e cominciano a rincorrersi, a danzare, a scherzare e a lanciarsi addosso acqua mescolata con polveri colorate. È un tripudio di balli, canti, grida gioiose e tanti, tanti colori. Nessuno è escluso dal lancio dei gavettoni colorati, neanche gli animali o gli ignari turisti di passaggio. Ogni colore ha un suo significato particolare: il verde rappresenta la vitalità, il blu la calma e l’armonia, l’arancione rappresenta l’ottimismo e il rosso la gioia e l’amore. E’ molto difficile evitare anche una lieve spruzzata di polvere di colore, e l’acqua abbonda come gocce di pioggia in una tempesta di colori. Consigliamo di indossare abiti …a cui non si tiene… e unirsi al divertimento!

Dopo aver “imbrattato” la propria vittima si esclama a gran voce: “Bura Na Mano Holi Hai!”, che significa: “Non ti preoccupare, è Holi!”. Durante questa giornata di festa, infatti, le regole della vita di tutti i giorni vengono meno e anche le rigide strutture sociali si trovano ad essere sovvertite. Per un giorno, ricchi e poveri si ritrovano a festeggiare assieme, ogni barriera di divisione fra le caste viene abbattuta. Anche le donne che, troppo spesso, si trovano a vivere in condizione di inferiorità rispetto agli uomini, possono finalmente prendersi la loro rivincita. In alcuni villaggi è addirittura usanza che le donne picchino scherzosamente gli uomini con dei lunghi bastoni.


Anche l’abitudine di lanciarsi addosso polveri colorate trae origine da una leggenda induista, che parla del grande amore fra Krishna e Radha e proprio per questo, nel giorno di Holi gli innamorati usano dipingersi il volto a vicenda, in modo da sancire i propri reciproci sentimenti.
Dopo la giornata di frenetici festeggiamenti, la sera le persone si riuniscono con i propri parenti e amici, si scambiano auguri e regali, mangiano Shakarpari (dolce tipico della festa, fatto con farina, acqua e olio, inzuppato di sciroppo) e trascorrono assieme gran parte della notte, in modo da condividere questi momenti di gioia con le persone a cui vogliono più bene.
Negli ultimi anni, purtroppo, subendo la stessa sorte di molte altre feste tipiche della tradizione, Holi si è in parte trasformata in una festa commerciale, perdendo quella genuinità che caratterizzava il suo spirito originario.

Si racconta che il dio Krishna, che aveva la pelle nera, era invidioso della carnagione chiara della sua amata Radha, e, per questo, un giorno le dipinse la faccia con dei colori vivaci. Ecco perché si chiama festa dei colori.
Altre  storie pm sull’origine della festa di Holi richiamano Holika Dahan e la leggenda di Radha-Krishna. La tradizione Holika Dahan è l’accensione di un falò che celebra la vittoria del bene sul male.
La notte precedente la celebrazione è rischiarata da una miriade di falò che bruciano per ricordare la fuga miracolosa del giovane Prahalad, devoto di Vishnu, dalla demone Holika che intendeva darlo alle fiamme. Il giovane, grazie alla sua fede incrollabile in Vishnu, scampò illeso, mentre Holika morì fra le fiamme. La leggenda di Radha-Krishna riguarda invece il lancio di colori.
Il giovane Khrisna, geloso dell’amata Radha per la bellezza della sua pelle, un giorno le dipinse tutta la faccia.

Il falò invece richiama invece una leggenda, tratta da epopee puraniche, che racconta come la demonessa Holika rimase uccisa in una grande pira e venne proclamata la vittoria degli dei sui demoni. La mattina dopo, quando i tizzoni sono freddi, vengono venerate le ceneri sacre e su di esse vengono sparse polveri e acqua colorate a simboleggiare l’arrivo della primavera.

La festa di Holi rappresenta anche la gioiosa danza e i giochi del dio Krishna e delle gopi (mandriane) quando egli lancia su di loro le polveri colorate. E ancora oggi nel nord India tutti si trovano nelle piazze, cantando, ballando e suonando rumorosamente e lanciandosi addosso polveri colorate. Una festa gioiosa in cui il sentimento di fratellanza viene rinsaldato e durante la quale non esistono classi sociali, amici o nemici.