di Giuseppe De Pietro 

Visitando la Costiera Amalfi

La Costiera amalfitana luogo dell’anima per letterati e pittori, spettacolo osservato, descritto e dipinto dall’umanità che negli anni l’ha percorsa o abitata:, situata nella parte meridionale della Penisola sorrentina e affacciata sul Golfo di Salerno, è una delle zone più suggestive della Campania e d’Italia. La costiera amalfitana è costituita di tante località, curiosità, escursioni esperienze a contatto con la natura per scoprire Amalfi rispettando l’ambiente. Con tanti paesi diversi ma uniti dall’eccezionale privilegio di accogliere alcuni dei panorami, degli spettacoli e dei paesaggi tra i più belli al mondo. La costiera amalfitana è semplicemente la meta più romantica del mondo. Questo primo posto in classifica è dovuto a meraviglie note e altre che conoscono in pochi. Noi le sveleremo tutte, e chiariremo anche un piccolo aspetto spesso trascurato: ma cosa si intende per costiera amalfitana?

Cena in Costiera

Eppure per la stragrande maggioranza delle persone per Costiera Amalfitana si intende anche tutta la parte della Costiera Sorrentina. Ma a ben vedere quest’ultima si trova nella parte più a nord , che si affaccia sul golfo di Napoli. Al suo interno si trovano altre sei località.

Amalfi è una realtà tipica della zona, dove la comunità di mare si è trasformata in comunità di terra – “un piede nella barca e l’altro nella vigna” – in una costante sinergia che è l’antico miracolo amalfitano. In conseguenza della verticalità della costa, gli uomini sono da sempre marinai di montagna e contadini di mare, e da sempre si dividono tra vanga e remo, conducendo quasi una vita anfibia.

La Pergola Amalfi Limonaia

In questo modo è stato creato, nel corso dei secoli, un paesaggio rurale che fa parte della geografia delle emozioni: un paesaggio marcatamente antropico, rappresentativo di un forte rapporto di armonia con le asperità morfologiche del territorio e che costruisce il carattere identitario della Costiera.

I ricchi terrazzamenti, creati per rispondere alle esigenze di un’agricoltura essenziale, strappando il suolo coltivabile alla montagna per ottenere terreno coltivabile nei declivi e per contrastare il dissesto idrogeologico, oggi sono la cifra del paesaggio amalfitano e s’impongono immediatamente e contemporaneamente allo sguardo per il loro valore estetico.

Il Sentiero dei Limoni della Costiera amalfitana è considerato uno dei più bei sentieri d’Italia. Quando nacque, questa via era il solo collegamento fra i due borghi di Minori e Maiori e una delle mulattiere più trafficate della zona; la strada alternativa, infatti, era rappresentata dal mare. Oggi i due borghi sono connessi dalla statale amalfitana, ma il Sentiero dei Limoni mantiene il suo fascino storico e naturalistico.

Questo sentiero a gradini attraversa con un percorso di 3 chilometri una delle più note e tipiche zone amalfitane, dove è coltivato, su 400 ettari con un prodotto di circa 8000 tonnellate, lo sfusato amalfitano, l’“oro giallo della Costiera”, un limone caratteristico del luogo. Questi agrumi, oltre a dare il nome alla passeggiata, sono noti in tutto il mondo per la loro forma, il profumo e lo squisito sapore.

Il Sentiero dei Limoni, caratterizzato da salite e da discese alternate e costellato di gradini e gradoni, di terrazze panoramiche, di antichi pergolati carichi di limoni, che affascinano ogni anno migliaia di escursionisti, ha una storia antica: nel corso dei secoli, agricoltori e contadini modellarono giorno dopo giorno questa strada unica: percorrendo il sentiero, oltre ad ammirare la bellezza naturale del luogo, si può anche immaginare – e percepire – l’enorme fatica provata dalle portatrici di limoni che raggiungevano con i frutti in spalla le spiagge di Minori e Maiori, dove le navi salpavano per la Spagna, la Francia, l’Inghilterra e il resto d’Europa.

Ravello

È uno dei percorsi naturalistici più belli al mondo ed è stato definito da Italo Calvino come “quella strada sospesa sul magico golfo delle ‘Sirene’ solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito”.

Il Sentiero degli Dei è un tratto escursionistico lungo circa 8 chilometri, che percorre a un’altitudine media di 500 metri sul livello del mare i Monti Lattari e collega Bomerano (una frazione di Agerola sulle colline della Costiera) a Nocelle (villaggio rurale di Positano a circa 400 metri sul mare), passando attraverso la Costiera amalfitana e quella sorrentina e consentendo un’esperienza di immersione totale nella natura.

Lungo il tragitto gli escursionisti possono, da questa altezza, scorgere un ampio panorama che spazia da Praiano a Punta Campanella, l’estremità della Penisola Sorrentina, fino all’isola di Capri e ai suoi faraglioni.

Valle delle Ferrierer Amalfi

Per secoli il Sentiero degli Dei è stato l’unica via di collegamento fra i borghi della Costiera Amalfitana fino a quando non venne costruita la strada statale costiera per volere dei Borbone: usato a lungo come mulattiera, è stato riscoperto in tempi recenti e adeguato a sentiero escursionistico per il trekking.

La Costiera Amalfitana è stata frequentata da numerosi letterati e pittori, che hanno lasciato suggestive testimonianze del rapporto che hanno avuto con questi luoghi incantati.

Lo scrittore Giuseppe Prezzolini, giunto a Vietri sul Mare nel 1962, scriveva: “Vedo un angolo di Mediterraneo in una cornice di piante verdissime e c’è sole, quando è bello, da tutte le parti…”. Riccardo Bacchelli, che percorreva la penisola raccontando “L’Italia per terra e per mare”, giunto a Positano che nel 1927 era un paese discreto di poche case, annotava: “Arrivando si vedono i tetti a cupola schiacciata, appresi dalle fogge moresche. Son fatti d’uno scuro battuto di calcestruzzo e il lume di luna, splendido sul mare, pare che vi muoia sopra senza riflessi”.

Amalfi

Per Alberto Moravia, Positano era “uno dei più bei luoghi d’Italia”; per l’americano John Steinbeck il borgo era “un posto di sogno che non vi sembra vero finché ci siete, ma di cui sentite con nostalgia tutta la profonda realtà quando l’avete lasciato”.

Il Nobel per la Letteratura Salvatore Quasimodo, giunto ad Amalfi nel 1966, affermava: “È un pezzo di paradiso”, e ne lodava la “solarità mediterranea”; nel suo Elogio di Amalfi annotava: “Non ricordavo da tanto tempo un’aria che sapesse di mirto e un profilo di cipressi e pini come ad Amalfi, dove i fiori gialli del trifoglio sono già aperti nel gennaio, a Nord ancora duro di ghiacci, e le sorgenti filtrano sulle rocce levigate dal passo di preghiere dei Cappuccini…”.

Il paesaggio della Costiera è marcatamente antropico e si sviluppa lungo le asperità morfologiche di un territorio di elevata diversità ambientale e biologica, un mosaico di oliveti, vigneti, agrumeti, ortaggi e mulattiere che disegna uno degli esempi più tipici di paesaggio mediterraneo.

La fitta rete di percorsi pedonali che scalano i versanti, il complesso sistema di canali per la raccolta e la distribuzione delle acque, le mulattiere e i sentieri che si snodano a picco sul mare, tracciate da contadini e commercianti per spostarsi da un punto all’altro della Costiera, narrano l‘intensa umanizzazione e le emergenze di un territorio, riconosciuto  Paesaggio Rurale Storico, e parla di saperi antichi, quando la mano dell’uomo costruiva, piantava e lasciava tracce amorevoli sul terreno con pratiche e tecniche agricole caratterizzate anche dalla sostenibilità dell’irrigazione e della concimazione naturale, in un rapporto simbiotico tra spazio naturale e spazio antropico.

Costiera amalfitana a picco sul mare

Spiaggia di Pignatella

Costa che va da Positano a Vietri sul Mare, caratterizzato da ripide scogliere, è frastagliato e costellato di piccole spiagge e villaggi di pescatori color pastello.

La strada che si snoda lungo il profilo costiero si snoda per 50 chilometri, tra ville sontuose, vigneti terrazzati e limoneti a picco sul mare. Da Vietri (confinante con la città metropolitana di Napoli) a Positano (confinante con Salerno) è un susseguirsi di curve da cui si godono spettacolari panorami.

Il percorso tocca suggestivi borghi, che vantano monumenti di grande valore architettonico e artistico, come Amalfi, Positano e Ravello, oltre a tradizioni e prodotti unici.

Grotta dello Smeraldo

Parte da Vietri sul mare e finisce a Positano. Sono più di 25 km di costa attraversati da più di 12 località. Una dopo l’altra percorreremo tutte le località che attraversano la costiera amalfitana, alcune sono molto note, altre lo sono meno, e sarà un motivo in più per soffermarsi ulteriormente e svelarne alcuni segreti.

Albori e le sue terrazze: piccolissimo borgo, fra i più belli d’Italia, grazie ai suoi terrazzamenti è possibile godere di panorami a picco sul mare. Centro storico e ceramica: perdersi nei vicoletti del centro storico è un’esperienza da vivere, soprattutto se si amano i piccoli lavori di artigianato, di cui le stradine sono pieni. Spiaggette: la baia è il punto ideale per farsi il bagno e godersi il sole, grazie alla sabbia sottile lunga 400 metri.

Maiori. Piccolo borgo, che si inerpica lungo i due versanti e che sfocia sul lungomare, caratterizzato da una spiaggia di sabbia di appena 2 km. Sia al suo estremo sud che estremo nord sono presenti alte scogliere, che conservano un fascino immortale per gli amanti dello snorkeling. Assolutamente imperdibile, è visitare la torre medioevale affacciata sul mare. Un luogo dal forte impatto immaginifico.

Minori. La presenza della Villa Romana risalente al I secolo a.C. testimonia come questo luogo fosse una meta estiva ambitissima già in tempi così remoti. Ad oggi il piccolo borgo è un vero e proprio gioiello custodito dalle alture campane finemente terrazzate. La spiaggia sulla quale si affaccia è di appena 300 metri, di sabbia fine e con stabilimenti. Se si è in cerca di una dimensione più selvaggia allora basterà recarsi più a nord, al di là della scogliera, si aprono calette scogliose stupende.

Ravello. Qui la natura panoramica della costiera amalfitana esce fuori in tutta la sua potenza estetica. In particolar modo bisogna tassativamente andare a visitare le 2 ville di Ravello: Rufolo e Cimbrone. Si tratta di 2 antiche ville, che hanno il loro cuore propulsore nei giardini che sono curati da un finissimo gusto estetico. Il fatto poi che il tutto sia a picco sul mare, rende il luogo un paradiso. Da lassù la vista sulla costiera è quella che si avrebbe se si fosse dei rapaci. Un luogo imprescindibile!

Terrazzamenti ad Amalfi

Arrivati a Positano l’effetto bomboniera è assicurato. Il borgo spalmato sulla collinetta è un vero e proprio gioiellino. A differenza delle altre località, qui la pendenza è più dolce e meno irta. Anche la spiaggia è più grande e lunga. E per chi ha la passione per le passeggiate, sarà bellissimo poter raggiungere alcune calette nascoste nella parte più a sud della costa. Il suggerimento è quello di perdersi nella dimensione cartolina che inevitabilmente Positano fa vivere, ma anche quella di cercare le parti più inedite, meno conosciute ma proprio per questo motivo più genuine. A Conca dei Marini a Positano non può mancare una visita alla Grotta dello Smeraldo, difficile trovare un verde smeraldo cosi inebriante. Il colore della grotta e la limpidezza del mare vi regaleranno ricordi unici. Ma anche il resto della spiaggia è un luogo dove poter passeggiare, farsi un bel bagno, e godersi la sabbia dorata. Il borghetto merita una bella passeggiata e un assaggio della sfogliatella di Santa Rosa, visto che è qui che è nato questo dolce.

Sorrento

Sorrento! Cosa vedere per cogliere quel qualcosa in più di una cittadina cosi iconica. Non conoscerlo ed evitarlo impedisce di entrare nel cuore battente del posto, per cui noi consigliamo di immergersi anche in questa parte affollata, come quella appena descritta della costiera amalfitana. Ma c’è un altro volto, ed è quello sconosciuto ai più. Si tratta di quelle zone che solitamente sono frequentate dalle gente del luogo. Vivendoci tutto l’anno conoscono i posti più suggestivi e spesso poi combaciano con spiaggette e territori poco frequentati.

Bagni Regina Giovanna Sorrento

La Costiera Amalfitana offre in ogni stagione un particolare spettacolo legato alla natura. Dalla fioritura primaverile degli alberi di limoni o dei primi pampini delle viti, al verde intenso del bosco ed al blu luccicante del mare in estate, ai colori caldi dell’autunno con i castagneti carichi di frutti, pronti a cadere tra le erbe del bosco al primo temporale, al bianco delle onde del mare invernale o allo spettacolo della montagna e delle colline quasi assopite nel torpore invernale: ogni stagione ha un suo colore ma sempre affascinante e tale da incuriosire anche il viaggiatore più distratto.

A completamento di questa offerta ci sono alcune oasi con elevati valori naturalistici: la Valle delle Ferriere tra Scala e Amalfi con la riserva naturale dove cresce la Woodwardia radicans, il Vallone Porto di Positano, dove la natura è influenzata dall’alto gradiente di umidità, la macchia mediterranea di Capodorso a Maiori, la commistione di natura e architettura nel Fiordo di Furore, il panorama sull’intera Costiera dal Sentiero degli Dei.

Il Vallone dei Mulini a Sorrento è una valle nata da un’eruzione dei Campi Flegrei; Vallone dei mulini: un burrone profondo, creato dall’attività vulcanica, nel quale sono ancora ospitati gli antichi edifici del paese. Un luogo dall’atmosfera unica, dove la natura ha preso possesso dei palazzi e l’umidità regna sovrana.

L’accumulo di detriti a seguito dell’eruzione insieme all’azione erosiva dell’acqua dei due ruscelli che attraversano la valle, il Casarlano e il Sant’Antonino, ne hanno determinato la conformazione. Nel corso del 1600 in questa valle fu costruito un mulino per la macinazione del grano, da cui deriva il nome, e una segheria. Ora questo sito è un luogo abbandonato, dove prolifera una fitta vegetazione, complice l’elevato tasso di umidità, e dove cresce la Phyllitis vulgaris, pianta rara appartenente alla famiglia delle felci. Per certo è un luogo suggestivo, tra i più fotografati da turisti provenienti da tutto il mondo, osservabile dall’alto dalla ringhiera di via Fuorimura a Sorrento.

Nel comune di Conca dei Marini, non lontano da Amalfi, si trova la Grotta dello Smeraldo, una splendida grotta di natura carsica, che deve il suo nome al colore verde-azzurro acceso che caratterizza l’acqua, grazie al riflesso della luce del sole che entra da un’apertura sottomarina. La Grotta si può visitare attraverso un piccolo tour guidato in barca, che dura all’incirca mezz’ora. All’interno della grotta ci sono numerose stalattiti e stalagmiti, alcune delle quali si sono con il tempo unite insieme a formare delle imponenti colonne alte quasi dieci metri.

Angolo di Sorrento

Una riserva naturale incontaminata nel cuore di Amalfi, la Valle delle Ferriere prende il nome da un’antica ferriera di epoca medievale, di cui restano visibili le tracce. Il percorso, all’interno del Parco regionale dei Monti Lattari, parte da Pontone, una frazione di Scala, e scende verso Amalfi. Durante il percorso è possibile ammirare la Torre dello Ziro, una delle torri che domina Amalfi. L’itinerario attraverso la Valle delle Ferriere è della durata di circa 3 ore e di facile percorrenza, accessibile anche ai non esperti di trekking; il percorso si snoda nei boschi seguendo il percorso e le rapide del Rio Canneto.

L’area marina naturale protetta Punta Campanella è un’area protetta a salvaguardia di circa 40 km di costa e mare. È una riserva che ricade per metà nel comune di Massa Lubrense e per metà in quello di Positano. Il promontorio congiunge la penisola sorrentina con la costiera amalfitana. Si può arrivare a piedi tramite un percorso di 4 km da Termini, frazione di Massa Lubrense, all’estremità tirrenica del promontorio Punto Campanella, dove si trova una torre saracena, Torre Mozza, e i resti di un santuario alla dea Atena-Minerva. Punta Campanella è il luogo ideale per immersioni ed escursioni subacquee alla visita delle bellezze dei fondali rocciosi della riserva, tra cui alghe rosse, mesofili, coralli, madrepore e gorgonie.

Dichiarato patrimonio Unesco, il fiordo di Furore non è solo un luogo incantevole della costiera amalfitana, ma è un paesaggio unico italiano, essendo i fiordi comunemente paesaggi tipici di paesi nordici. La spiaggia del fiordo è grande soli 25 metri e si raggiunge attraverso una stradina nella roccia, scendendo dal ponte che sovrasta il fiordo e su cui passa la Statale amalfitana. Come si può facilmente immaginare, lo scenario del fiordo è entrato in molte ambientazioni cinematografiche, tra cui il film “Amore” di Rossellini ed è stato la culla dell’amore del regista e di Anna Magnani.

Spiaggia di Tordigliano Potendo lasciare la moto all’inizio del sentiero (non segnalato) si deve fare una discesa di circa 20 minuti. Niente di impossibile, ma certamente è necessario indossare le giuste scarpe da trekking. E ovviamente evitare di andarci con bambini troppo piccoli e non abituati ai sentieri. Una volta giunti avrete ben 3 opzioni: la spiaggia che si apre davanti a voi, e le altre 2 ai lati. Il posto rimane poco frequentato, ma è privo di ristori, per cui bisogna portare con sé acqua e viveri. Per il ritorno vi aspetterà 30 minuti di salita. Sicuramente non senza fatica, ma sarà una delle più belle esperienze che vivrete in costiera amalfitana.

Fiordo di Crapolla Un luogo uscito da una fiaba. Una spiaggetta di sabbia bianca, con ai lati enormi costoni di roccia verdeggiante. Di fronte un isoletta. E poco distante un antica torre d’avvistamento saracena. Note dolenti? Sicuramente i 700 scalini per raggiungerla. Più che la discesa, sarà in salita che dovrete farvi forza. Ma come sempre più sono complessi da raggiungere, e più conservano emozioni che da sole valgono l’intero viaggio.

Spiaggetta di Recommone Qui bisogna fare una premessa. Vi sono 2 modi per vivere questo posto. Con tutti i confort oppure all’avventura.

Il primo modo prevede che paghiate sia per l’ingresso che per un ombrellone. E le cifre possono risultare eccessive. In compenso vi risparmierete la fatica di arrivare a piedi dal paesino e di dover tornare a piedi con il caldo e stanchezza. Questa seconda modalità però vi permetterà di non spendere un soldo. E vivere un luogo che merita di essere visitato, soprattutto in bassa stagione e assolutamente non nei weekend, visto che diventa preso di mira.

Baia di Ieranto Ci si trova dentro un area protetta e affidata alla Fai. Il luogo è semplicemente incantevole. E di cosa da vedere ce ne sono tantissime. Noi però abbiamo scelto questa Baia raggiungibile in circa 30 minuti di sentiero, da fare con il giusto abbigliamento. Una volta arrivati preparatevi a perdere il fiato. Luogo lontano dalla folla e acqua cristallina.

Cala di Mitigliano Una baia formata da ciottoli bianchi e scogli che degradano dolcemente in un mare cristallino. A proteggere il tutto ci pensano i due costoni di roccia. Dietro invece a primeggiare è la macchia mediterranea, rigogliosa e selvaggia. Si consiglia di andare presto per poter prendere i lettini (a pagamento) che permettono una certa comodità. Assolutamente consigliate le scarpette da scoglio e quelle da trekking per arrivare in spiaggia.

Santuario San Michele al Monte Faito Non sole mare! Sulla penisola sorrentina sono presenti numerosi promontori. Fra queste alture si nasconde un santuario, quello di San Michele, a quota 1444, e ci si arriva grazie ad un sentiero alberato e ricco di fauna. Una volta giunti la chiesa merita di essere visitata, e il panorama è semplicemente come planare su tutta la costiera. Da andarci!

Spiaggia della Pignatella Oltre 200 metri di roccia che si affaccia su un mare cristallino. Il costone disegna un giro a U dando la possibilità ai bagnanti, di scegliere in quale parte della roccia sistemare il proprio telo. Ovviamente se non si amano gli scogli è meglio evitare. Se invece siete amanti dei tuffi, la scogliera regala dei trampolini naturali dai quali divertirsi.

Spiaggia della tartaruga Spiaggia raggiungibile solo con il servizio taxi delle barchette che partono da Vico Equense. La sabbia è formata da ciottoli neri e gode dell’ombra naturale della scogliera alle sue spalle. Sono presenti svariati scogli che si inabissano, ideali per chi ama fare snorkeling. Fra questi, il più famoso è quello a forma di tartaruga, che dà il nome all’intera spiaggetta.

Per capire come è fatto Furore, bisogna immaginare uno squarcio nella montagna e il mare che, approfittandone, si fa strada, formando una piccola spiaggetta fra i due costoni. Il paesino è formato da pochissime casette nella parte alta e terrazzata, ma sono presenti anche delle abitazioni incastonate nei costoni della parte più bassa vicino la spiaggetta. Il luogo vi spiazzerà, sia per come spunta disvelandosi all’improvviso, sia per l’unicità di un posto che la natura ha creata e l’uomo ha saputo rispettare.

Spaghetti alla pescatora

Vico Equense

Praiano è un vero e proprio comune, distribuito sui vari livelli del costone che finisce sul mare. La spiaggia presente è una e si trova a Marina di Praia. Tutto il resto della costa è formato da roccia a picco sul mare. Da non perdere la torre saracena da suggestivo effetto estetico.

Ci troviamo nel paese più esteso della costiera, qui la spiaggia è una vera protagonista. E’ presenta sia la zona sabbiosa che quella con scoglietti. Questa località è molto meno in pendenza rispetto a quello a cui ci ha abituato la costiera. Questa caratteristica permette di godersi appieno anche con delle facili passeggiate tutta la zona.

Meta

Meta è una località alle porte della cuore della costiera sorrentina. La spiaggetta è perfetta per momenti romantici e per gustare dell’ottimo pesce in uno dei ristoranti sul mare. Il consiglio è quello di sfruttare questo luogo per vivere una dimensione intima della costiera, per nulla scontata.

Piano di Sorrento

Questo comune ha la grande particolarità di affacciarsi in entrambi in golfi: quello di Napoli e quello di Salerno. Di per sé costituisce la parte più pianeggiante dell’intera costiera amalfitana.

Sant’Agnello

Appena 4 km quadrati per questo piccolo paesino, che ha la grande caratteristica di avere una terrazza panoramica che si affaccia sul Vesuvio. Inoltre grazie al conformazione della spiaggia e a delle scale ricavate dal tufo della roccia, è possibile scendere in riva al mare e godersi la spiaggetta.

I luoghi da vedere sono tanti, come ad esempio la Valle delle Ferriere, la Torre dello Ziro, il Sentiero dei Limoni, tutti posti incantevoli, immersi nella natura e nei panorami. La scelta adatta per chi ama camminare ed esplorare passo dopo passo. 

Portare  con voi borraccia, scarpe comode adatte a pedalare, cappello, occhiali da sole, e crema solare, ma soprattutto prendersi il proprio tempo! Costume da bagno, cappello, occhiali da sole, e crema solare con un adeguato fattore di protezione, ma soprattutto godersi il mare di Amalfi!

Se il mare è la vostra passione una giornata in kayak nelle acque di Amalfi alla scoperta di spiagge nascoste siamo sicuri che vi potrà solo rigenerare. Lasciate a casa ogni pensiero e seguite il ritmo delle onde, anzi, lasciatevi trasportare dalle onde.

La montagna “terrazzata”

Il paesaggio rurale, completamente affacciato sul mare, si sviluppa lungo le pendici di un territorio di elevatissima diversità ambientale e biologica, caratterizzato dalla vegetazione mediterranea e dai terrazzamenti per la coltivazione in particolare delle viti e dei limoni.

È frutto del lavoro titanico svolto nel corso di secoli dai “marinai contadini” di Amalfi, i quali sui pendii della Costiera amalfitana hanno praticato un’agricoltura che per le sue difficoltà è stata definita “eroica”. I terrazzamenti, adottati fin dal Medioevo in molte località collinari o montuose in diverse regioni italiane (Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia e Liguria), trovano nella zona di Amalfi il massimo utilizzo.

Per capire bene l’importanza di questo tratto di costa, bisogna tener presente una cosa che caratterizza l’intera penisola sorrentina, sia costiera amalfitana che la sua opposta. Ovvero la tortuosità di strade strettissime, che collegano le varie località, e la presenza di diversi macchine e bus che affollano le viuzze. A questo bisogna aggiungere anche il problema della mancanza di parcheggi per auto in diversi punti dove è un peccato non potersi fermare per fotografare o semplicemente godersi il paesaggio.

La risposta univoca non c’è, e il motivo è da ritrovare nel fatto che dipende dalle esigenze di ciascun gruppo di viaggiatori. Per questa ragione abbiamo sentito la necessità di suddividere i mezzi con cui spostarsi pensando a tutti: ma prima una piccola premessa.

Come spostarsi in costiera amalfitana?

Esplorare nel rispetto dell’ambiente…

Si fa sempre più condiviso il pensiero di un turismo che sia sostenibile e che rispetti l’ambiente in cui viviamo o che visitiamo. Ma quali esperienze si possono fare ad Amalfi scoprendo il territorio e allo stesso tempo rispettando l’ambiente?

Muoversi in auto

Partiamo dai lati positivi: non sarete esposti all’umidità che dopo il tramonto serpeggia fra le stradine provinciali e avrete la possibilità di fare shopping senza badare allo spazio visto che avete tutto il cofano

lati negativi: tempi di percorrenza dei vari paesini infiniti in alta stagione, e la quasi certezza di non poter trovare parcheggio in alcuni posti iconici (Furore etc.)

Muoversi in Bus

L’intera costiera è collegata da un servizio autobus capillare.

Lati positivi: salite a bordo e rilassatevi, ci penserà l’autista alle curve a gomito e tornanti. Sull’autobus spesso si fanno amicizie fra viaggiatori che diventano interessanti.

lati negativi: stare agli orari dei bus non sempre è il massimo, e inoltre far passare quei bestioni nelle stradine della costiera alle volte impiega tempo creando code.

Andare in costiera amalfitana in moto

Diciamolo senza indugi: è senz’altro la scelta più strategica e pratica. Vi sono numerose agenzie che noleggiano moto di varia cilindrata.

Lati positivi: dimenticate le lunghe file, potrete con la giusta dose di prudenza destreggiarvi e andare avanti. Parcheggio in ogni dove, visto che un piccolo spazio per le moto lo troverete sempre. E poi c’è la ciliegina sulla torta: ovvero in qualsiasi punto panoramico vi verrà voglia di fermarvi e fare una foto, non avrete altro da fare che accostare e scendere.

Lati negativi: pochissimi, uno è quello solito di quando si sceglie la moto, ovvero sarete più esposti al clima avverso.

La costiera su due ruote

Amalfi è circondata dalla natura, in tutte le sue più spettacolari forme: mare, montagna, ruscelli e cascate, per gli amanti della bicicletta l’escursione della costiera su due ruote è imperdibile. Immaginate di pedalare al tramonto ammirando panorami mozzafiato nella totale serenità di questi luoghi o di godervi un giro in bici al mattino, insomma, ogni momento è buono per fare movimento e allo stesso tempo ammirare e scoprire un luogo. Un’ottima scelta sostenibile ma soprattutto che fa bene a corpo e anima.

A cavallo 

Tra la costiera amalfitana e quella sorrentina si snoda un percorso escursionistico dal nome mitologico, il Sentiero degli dei, ossia il sentiero che secondo il mito attraversarono gli dei per salvare Ulisse dalle Sirene. Si tratta di un percorso che parte da Bomerano, frazione di Agerola e si conclude a Nocelle, sulla parte alta di Positano ai piedi del Monte Pertuso. In totale sono all’incirca 8-10 chilometri di cammino a seconda degli itinerari scelti, solitamente percorribili in un tempo che va dalle 3 alle 4 ore e mezza. Dall’alto quello che si offre alla vista è il panorama della Costiera e l’isola di Capri con i suoi faraglioni.

Feste e tradizioni

Ogni città della Costiera è diversa dall’altra, con tradizioni e peculiarità proprie: fra le più tipiche ci sono le feste.

Ogni centro urbano festeggia almeno due volte l’anno il Santo o la Santa che lo proteggono dai pericoli. Ci sono le feste religiose legate ai momenti fondamentali dell’anno (Natale, Pasqua e la solennità del Corpus Domini) e le feste legate alla tradizione.

Le sagre dei prodotti locali fondono la storia con la gastronomia: a ogni festa corrispondono un piatto molto ricco e un particolare tipo di musica, che va dalla classica banda alla musicalità popolare della tammorra.

Sant’Andrea ad Amalfi

Ad Amalfi la Festa di Sant’Andrea è l’evento più amato: la statua di bronzo dell’apostolo Andrea viene accompagnata in processione per le strade della città.

San Domenico a Praiano

La Luminaria di San Domenico è un’antica tradizione del ricco patrimonio storico e culturale di Praiano e rappresenta uno degli eventi più carichi di fascino che si svolgono in Costiera Amalfitana. Per la festa di San Domenico i praianesi ogni sera (dal 1 al  4  agosto) illuminano con lumini accesi le terrazze, le finestre, i giardini, le stradine e le cupole delle abitazioni e decorano con 2.000 candele la piazza San Gennaro. Il significato simbolico della Luminaria è legato alla tradizione secondo cui la madre di San Domenico, prima di partorire, sognò un cane con una fiaccola in bocca che incendiava il mondo, un presagio che quel nascituro avrebbe diffuso ovunque la Parola di Dio.

La Regata storica delle Repubbliche Marinare

È una manifestazione sportiva che rievoca la rivalità delle quattro Repubbliche marinare italiane: Amalfi, Pisa, Genova e Venezia. I quattro equipaggi remieri, in rappresentanza di ciascuna delle repubbliche, si sfidano tra di loro su un percorso lungo 2 chilometri.

https://distrettocostadamalfi.it/