di Marcela De Pietro

Cosa vedere in Siberia: oltre il freddo estremo, evoca immediatamente immagini di distese ghiacciate e temperature estreme, ma dietro questo velo di gelo si nasconde un mondo sorprendentemente ricco di paesaggi, cultura e natura intatta. Addentrarsi in Siberia significa scoprire un territorio vastissimo, dove la bellezza selvaggia incontra la spiritualità dei popoli che lo abitano. Se pensi che qui ci sia solo freddo, preparati a cambiare idea: ecco cosa vedere in Siberia per un viaggio davvero indimenticabile.

Una delle terre più remote del pianeta, dai deserti africani ai meno 50° della Siberia storie e incontri che meriterebbe di trovare come narratore un moderno Jack London. Barone ha scelto la bici come mezzo perfetto per muoversi liberi, ma anche per conoscere, osservare e incontrare.

Un incontro dedicato al racconto di storie di eccellenza che segue il filo della filosofia eroica, il cui motto è “la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa”, durante il quale racconterà non solo la sua ultima avventura. Un vero e proprio percorso di vita, fatto di avventure decisamente fuori scala nelle zone più fredde o complicate del mondo: per le condizioni, le distanze, i tempi, le esperienze vissute e anche per il carattere di Barone, sempre alla ricerca di viaggi capaci di combinare natura, incontri, difficoltà tecniche e sfida personale. Esperienze totalizzanti, in grado di cambiare nel profondo chi le vive sulla propria pelle.

Ho cominciato molti anni fa a viaggiare per il mondo con lo zaino in spalla, poi crescendo lo zaino è diventato sempre più pesante per fare lunghi trekking e poi scalate le cime delle montagne e poi, un bel giorno, ho scoperto la bicicletta e da allora non ne sono più sceso.
Per me viaggiare è stata l’istintiva risposta all’eterna paura della morte. Quando le ufficiali risposte a tutte le domande esistenziali non bastano più, quando la vita quotidiana appare vuota e insignificante, quando capisci che questa è davvero l’unica vita e non puoi sprecarla…allora si! il viaggio, quello lungo, quello senza il biglietto di ritorno, é il migliore modo per permettere alla mente di decantare e lasciare affiorare in superficie solamente le cose davvero importanti.
Le montagne non danno le spiegazioni che cerchiamo, non è il tramonto da batticuore che svela i segreti della vita, nè la quota raggiunta che fa diventare una persona migliore. La montagna crea solamente le condizioni ideali per riflettere su se stessi e catapultarsi in una realtà diversa dalla quotidianità.

È l’insieme della natura più selvaggia unito alle endorfine prodotte dal corpo sotto sforzo che disegna il perfetto scenario dove è possibile concentrarsi sul proprio io e trovare le risposte girovagando tra i meandri delle mente eccitata. È lo stato di pace e lucidità che invita finalmente a pensare a quello che è importante davvero per ognuno di noi. In montagna si è semplicemente più consapevoli di fare parte di qualcosa di infinitamente complesso ed armonioso che si chiama universo. Ci si spoglia dei logoranti doveri, delle preoccupazioni per il lavoro e di tutto il resto. Il nostro corpo finalmente fa quello per cui è stato creato, si muove, suda, si stanca e s’inebria di tutto ciò che lo circonda.
Da fare lunga camminate a scalare le montagne più impervie è un passaggio che ritengo estremamente naturale e fisiologico. Mentre si cammina sul fondovalle durante un trekking a chi non è mai venuta la voglia di provare a salire sulla vetta di quella montagna che si staglia all’orizzonte? Poi con tanta pratica e passione si aumenta gradualmente la difficoltà della camminata fino ad imparare le tecniche per arrivare fin sulle cime a lungo sognate. Il trekking è semplicemente solo l’inizio.

Sentivo il desiderio di abbracciare qualche altra disciplina sportiva a me più affine, inoltra quando viaggio adoro incontrare le persone per capirne il loro modo di vivere e di pensare, nei campi base mi annoiavo ad ascoltare tutti quei alpinisti e le loro prosopopée eroiche, ero molto più affascinato delle storie dei portatori e dalla gente che incontravo nei villaggi. Poi un giorno, parlando con un amico, lui si grandissimo alpinista, ho tirato fuori l’idea di provare a viaggiare in bicicletta per il mondo perché avevo conosciuto una ragazza in India che lo stava facendo. Lui ha poi pensato bene di regalarmi una vecchia bicicletta scassata per il mio compleanno e nel men che non si dica avevo già in tasca un biglietto aereo per il sud est asiatico. Ho cominciato a muovere le prime pedalate a caso da Bangkok inconsapevole che sarebbe stato l’inizio di una straordinaria vita d’avventure e incontri. Come per la cima della montagna che te la devi guadagnare con il sudore, così con la fatica sulla bicicletta mi sembra di meritarmi tutte le straordinarie situazioni che mi capitano per strada.
Il viaggio in bici è lento, autentico e onesto. Vai solo dove ne hai le capacità e non sei mai un paracadutato che cerca di capire dove si trova. Il tempo scorre piano e ti permette di assimilare tutto ciò che vedi e capirlo a fondo. Incroci una miriade di persone lungo la strada e con molti scambi una parola, un saluto e con chiunque un sorriso. Arrivare con la bicicletta in un villaggio è il migliore biglietto da visita, la gente quando ti vede stanco, sporco e tutto sudato non ti associa mai al turista che scende dal gippone con l’aria condizionata, fa due foto, da due caramelle e se ne va. L’accoglienza è sempre sorprendete e la curiosità che io ho verso gli sconosciuti che incontro spesso è di uguale intensità a quella che il mio arrivare dal nulla suscita in loro. Si fanno incontri sinceri e ogni giornata è assolutamente imprevedibile.

Si diventa nomadi e come tali si possiede solo ciò che si riesce a portare con se, tenda, pentole, e qualche vestito sono le sole cose indispensabili per questa affascinante vita e posso assicurare che tutto il superfluo, che fa da padrone nelle nostre vite domestiche, diventa un simpatico ricordo. S’incontrano altri viaggiatori, si condividono storie, si prende spunto dalle vite degli altri e si impara come vive la gente al di fuori della nostra confort zone. Inevitabilmente il punto di vista con cui si osserva il mondo cambia, tutto è maledettamente più chiaro e si capiscono i meccanismi geopolitici che lo governano.
Come mai ti spingi in ambienti estremi come la Siberia o il deserto in bicicletta, non sarebbe meglio affrontarli con temperature più miti? È stato il primo tentativo in assoluto in solitaria con una bici. Sono sopravvissuto a temperature inferiori ai -50°C e mi sono preparato mesi prima solo di avere il coraggio di pensarla un’impresa del genere.
Poi sono stato l’ultimo occidentale ad essere riuscito ad attraversare tutto il Tibet, ovviamente illegalmente, senza documenti e sono anche stato arrestato.

Credo che dopo tanti anni in bicicletta e aver fatto il giro del mondo oramai due volte ho davvero bisogno di strade stimolanti per riprendere a pedalare. La Siberia d’inverno era uno dei pochissimi viaggi mai tentati da nessuno. La ragione è la stessa che porta gli alpinisti a spingersi sulle vette mai scalate prima, la reverenziale paura dell’ignoto, il fascino per la scoperta di qualcosa che nessuno ancora conosce, vivere situazioni che nessuno ha mai provato, esplorare terre nuove e i meandri della propria mente. Adoro studiare ed impegnarmi per qualcosa di veramente difficile che non so fare piuttosto che ripetere ciò che già conosco. Escogitare marchingegni per poter cucinare a -50°C, costruire una bicicletta che non cada a pezzi a temperature così basse, preparare la mia mente alla costante paura di morire nel sonno è stata una parte davvero eccitante di questo viaggio. Poi viverlo è stato infinitamente al di la di ogni mia aspettativa, sia per la difficoltà che per le immense gioie provate lungo la strada.
Oggi la tecnologia permette un’incredibile connessione con la famiglia e gli amici. Ricordo quando ho cominciato a viaggiare tanti anni fa e l’unico modo per avere notizie di casa erano le costose chiamate intercontinentali che centellinavo mensilmente per non dilapidare tutti i miei averi. Ora comunico con il mondo intero con un clic, ovviamente quando c’è rete altrimenti avverto a casa che non torno per cena. Quando mi trovo in zone isolate a volte può essere un problema dare notizie di me alla mia famiglia, ma col tempo hanno acquisito abbastanza fiducia in me per non preoccuparsi più di tanto.
Per quanto riguarda la mia vita sulla strada alterno lunghi periodi di solitudine assoluta a brevi ed intensi incontri con altre persone. Prediligo campeggiare tutte le sere, ma quando raggiungo le grandi città vado sempre alla ricerca dell’ostello preferito dai viaggiatori come me e li faccio sempre straordinari incontri e amicizie sincere. Ovviamente evito come la peste i luoghi turistici.
Mio padre ha un’azienda agricola in Calabria e grazie alle finanze della famiglia non ho mai lavorato veramente, mi passano 2000€ al mese e me li faccio bastare.
Tutti vorrebbero sentire questa risposta per dire “…e ma tu puoi!” E invece lavoro come tutti i comuni mortali. Dal comodo lavoretto in ufficio ne ho cambiati decine e attualmente faccio il cuoco sui rifugi di montagna, sei mesi di massacrante fatica, un buon stipendio e nessuna buona ragione per spendere i soldi che guadagno, poi sei mesi di viaggio che sono molto molto più economici che rimanere in Italia. Vivo praticamente in tenda e preferisco viaggiare per paesi poco industrializzati dove la vita è più vera ma molto molto economica. Diciamo che il mio budget si aggira tra i 5 e i 10 dollari al giorno ma spesso anche meno.
È però indubbio che se si ha un normale stipendio, un appartamento in affitto, e le rate dell’auto nuova da pagare, diventa davvero molto difficile mettere da parte i soldi per viaggiare per lunghi periodi. Quindi è necessario fare una scelta e se si è disposti a rinunciare all’auto, a condividere un appartamento con gli amici e magari fare un secondo lavoro, allora fare il giro del mondo in bicicletta è davvero a portata di mano.
Come i viaggi hanno cambiato il tuo modo di essere oggi? Ho conosciuto di persona le realtà del mondo, ho discusso con genti di ogni dove e ho ascoltato le loro storie e sono stato sconvolto dalle loro affascinati vite. Ho dormito in rovine di templi innalzati a divinità che l’uomo non ricorda più il nome, ho studiato le religioni, ho visitato moschee, cattedrali, sinagoghe e templi di ogni genere alla ricerca del padrone di casa che era sempre altrove. Ho visto con i miei occhi cose che nessun telegiornale mi racconterà mai, ho vissuto in paesi dove la lunga mano dell’opulento occidente ne determina il destino in maniera occulta. Mi è stata mostrata la verità di molte cose e non posso più cadere a alle cialtronate di distrazione di massa che i media ci propinano a tonnellate quotidianamente. Ho deciso che volevo vedere al di la del muro e ora non mi è più possibile ignorare ciò che ho visto. Inoltre il mio modo di vivere e diventato piuttosto essenziale e non spendo più soldi secondo i dettami del consumismo, il mio guardaroba è particolarmente povero e vivo in una casa decisamente spartana senza acqua calda né riscaldamento ma decorata con tutto quello che ho raccolto nei viaggi. A volte ripenso a come ero prima di cominciare a viaggiare e ai miei sogni di allora, alla bella macchina che desideravo e al bel vestito per andare in ufficio, ora sorrido a tal pensiero.
Tornare alla vita di tutti i giorni può essere davvero scioccante, ma oramai ho imparato come fare ritorno a casa. È forse la parte del viaggio che più adoro ed è sempre carica d’emozioni molto forti. Durante i miei viaggi lenti penso sempre a cosa combinare al mio ritorno è ho sempre mille idee e nuovi propositi. Poi ho la fortuna di avere una straordinaria famiglia e degli amici che in un modo o nell’altro fanno una vita simile alla mia e condividiamo gli stessi principi.
Alla fine viaggiare in bicicletta per me non è una parentesi della mia esistenza che una volta conclusa faccio l’album delle foto e lo infilo nella libreria, è la mia vita stessa, è ciò che amo fare e tutto il resto gravita attorno a questa grande passione che mi ha cambiato per sempre. Mi piace pensare a cosa farò da grande, ma per ora penso solo a tutto ciò che mi potrà capitare d’interessante da qui fino alla soglia di casa lungo questi 10.000km che ancora mancano.
Il Lago Baikal è il cuore pulsante della Siberia e una delle sue attrazioni più iconiche. Questo immenso specchio d’acqua, considerato il lago più profondo del mondo, affascina in ogni stagione. In inverno si trasforma in un regno di ghiaccio luccicante, mentre in estate regala panorami verdi e trekking spettacolari lungo i suoi sentieri costieri. È un luogo sacro per i locali, un concentrato di energia naturale e spirituale.
Siberia e i suoi villaggi tradizionali lungo la Transiberiana. Un viaggio in Siberia non è completo senza percorrere almeno un tratto della leggendaria ferrovia Transiberiana. Questo itinerario, che attraversa villaggi remoti e città multietniche, è un modo unico per conoscere la vera anima del territorio. Fermarsi in località come Irkutsk, Krasnoyarsk o Novosibirsk permette di ammirare architetture in legno intagliato, assaggiare piatti tipici e respirare l’atmosfera autentica della steppa.
La Siberia è un paradiso naturale dalle mille sfumature. Le Montagne di Altai offrono valli verdeggianti e fiumi turchesi ideali per escursioni e rafting, mentre la taiga siberiana accoglie una flora e fauna tra le più pure al mondo. In inverno, la tundra si trasforma in un deserto di cristallo dove la luce del sole si riflette sul ghiaccio creando scenari irreali. Qui si percepisce il silenzio assoluto, un’esperienza quasi meditativa per chi cerca pace e connessione con la natura.
La Siberia significa anche incontrare culture ancestrali ancora vive. Le popolazioni indigene, come gli Evenki o i Buriati, custodiscono tradizioni millenarie fatte di spiritualità, sciamanesimo e legame con la natura. Partecipare ai loro riti o visitare i piccoli musei etnografici sparsi sul territorio permette di entrare in contatto con un patrimonio umano unico, dove modernità e radici convivono armoniosamente.
Nonostante la sua fama di regione selvaggia, la Siberia vanta anche città moderne e vivaci. Novosibirsk è la metropoli più popolosa, con teatri, musei e una scena gastronomica in forte crescita. Krasnoyarsk, invece, è rinomata per i panorami sul fiume Yenisei e per i suoi parchi naturali. Ogni città ha un’anima diversa, un mix tra tradizione russa e influenza asiatica che la rende unica.
Avventure invernali in Siberia: oltre il freddo estremo. Chi pensa che l’inverno siberiano sia solo gelo e isolamento si sbaglia. È proprio in questa stagione che la Siberia mostra il suo lato più spettacolare. Si possono praticare sport invernali, come sci di fondo o motoslitta, oppure assistere a festival locali dove fuoco e ghiaccio si incontrano in un equilibrio perfetto. L’aurora boreale illumina i cieli settentrionali creando panorami magici e indimenticabili.

La natura protetta del Parco dello Stolby, vicino a Krasnoyarsk si trova il Parco Nazionale Stolby, un’area protetta celebre per le sue formazioni rocciose spettacolari. I massicci di granito, chiamati “stolby”, sono meta ambita per gli appassionati di arrampicata e fotografia. Qui la foresta e le montagne si fondono in un panorama mozzafiato, ideale per chi desidera esplorare una Siberia selvaggia ma accessibile.
Il fiume Lena e il polo del freddo, uno dei più lunghi del mondo, si scoprono paesaggi che cambiano a ogni curva. Le pietre di Lena, imponenti colonne naturali di roccia, offrono uno spettacolo straordinario all’alba e al tramonto. Più a nord, il villaggio di Oymyakon è considerato il polo del freddo, dove la vita quotidiana resiste alle temperature più rigide del pianeta.

Durante l’estate, la Siberia si dipinge di verde e si risveglia con nuove possibilità di viaggio. Escursioni in kayak, campeggi lungo i fiumi, festival culturali e lunghe giornate di sole rendono questo periodo ideale per esplorare la regione. È il momento perfetto per apprezzare la sua biodiversità e la convivialità dei suoi abitanti, sempre pronti ad accogliere i visitatori con un sorriso e un bicchiere di tè caldo.

Affrontare un viaggio in Siberia implica responsabilità e rispetto. L’ambiente qui è fragile, e ogni gesto conta. Prediligere strutture eco-friendly, spostamenti sostenibili e attività guidate da operatori locali permette di contribuire alla conservazione di questo ecosistema straordinario. Viaggiare consapevolmente significa lasciarsi alle spalle solo impronte, portando invece con sé ricordi indelebili.

Per vivere al meglio la Siberia, è utile pianificare con attenzione. Il clima varia moltissimo da regione a regione, quindi è importante portare abbigliamento adeguato a ogni stagione. Inoltre, conoscere almeno le basi della lingua russa può aiutare nei piccoli spostamenti o nei mercati locali. Infine, è sempre meglio affidarsi a guide esperte per escursioni in zone remote.

La Siberia è molto più che una semplice avventura geografica: è un viaggio interiore. Tra ghiacci e foreste, tra silenzi profondi e cieli immensi, si riscopre il senso autentico della natura e del tempo. Ogni tappa diventa un incontro, ogni panorama una lezione di equilibrio. Lasciati sorprendere da questa terra oltre il freddo estremo: la Siberia saprà parlarti con la sua voce antica e potente.

La Transiberiana è il più leggendario dei percorsi ferroviari: 10.000 chilometri da Mosca a Vladivostok costruiti nell’Ottocento, un’estensione che copre otto fusi orari. Percorrerne anche un tratto rappresenta un’avventura dal sapore introspettivo, in cui ci si confronta con spazi enormi e tempi lunghi e dilatati. Il Diamante offre varie combinazioni, anche a bordo di un treno lussuoso come il Golden Eagle, di proprietà e gestione inglese, che ha tre categorie di cabine, chef a bordo e moderni comfort. Transiberian Express utilizza il treno omonimo e tocca Russia, Mongolia e Cina attraverso la rotta transmongolica. Il treno charterizzato ha cabine standard e deluxe, carrozze ristorante, bar, aree conferenze. Viaggia da Mosca a Pechino o vice versa e ci sono a bordo guide multilingue.
Si raggiungono città come Ekaterinburg, capitale degli Urali fondata dallo zar Pietro 1, poi attraverso le grandi pianure della Siberia occidentale si arriva a Novosibirsk, con il Teatro dell’Opera più grande di tutta la Russia, e poi ancora Krasnojarsk, per molti anni vietata agli stranieri, Irkutsk, con le tipiche abitazioni in legno e, finalmente, il Lago Bajkal, cuore di tutti i viaggi della Transiberiana. Si prosegue per Ulan Ude, nella Repubblica Autonoma di Buriatia, un villaggio abitato dai “vecchi credenti”, persone di fede paleocristiana che non hanno mai accettato la divisione fra cristiani ed ortodossi. Da qui ci si instrada sulla linea Transmongolica; si arriva a Ulaanbaatar, capitale della Mongolia, dove si visiteranno la città ed il Parco Nazionale di Terelj con le imponenti formazioni rocciose, si assisterà anche alla dimostrazione delle discipline tipiche di lotta, tiro con l’arco e corse a cavallo.
