Intervista di Giuseppe Di Pietro

la brillante carriera di Vincenzo La Valle insegnante di teoria ed istruttore di guida insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica

De Pietro: come nasce l’avventura dai primi passi in autoscuola. Parliamo del suo passato………….

La Valle: la mia passione per la guida e le automobili nasce spontaneamente in un contesto familiare in cui parlare di queste cose era tabu’ ricordo la letturea dei miei primi autosprint e quattroruote sulle ginocchia durante le lezione al liceo e le varie scivolate in moto cercando la ricerca del limite di aderenza, cosa per me assolutamente prioritaria per conoscere a fondo il comportamento di un veicolo. Indelebile il ricordo di quando in calabria diciottenne appena  patentato mi cappottai sulle strade della calabria con la giulia di papa’.

Dopo la prestigiosa scuola di pilotaggio di enry morrogh a vallelunga, non potendomi permettere, per ragioni economiche, di correre in auto, decisi di mettere a disposizione dei giovani allievi delle autoscuole la mia esperienza didattica.

in brevissimo tempo conseguii tutte le patenti sino alla de e poi subito gli esami da istruttore e poi quelli da insegnante di teoria.

Fu un inizio eccellente : ebbi la fortuna di iniziare come istruttore e poi insegnante nelle autoscuole “vita”, un punto di riferimento negli anni 80 per roma e provincia. Devo al titolare massimo i preziosi consigli di cui ho fatto sempre tesoro.

Sempre vivo il ricordo dell’ emozione della prima lezione di teoria davanti ad una trentina di allieve e allievi miei coetanei.

 In piu’ di quattro decenni di insegnamento e parecchie centinaia di allievi ho sempre avuto la loro riconoscenza  e spesso molti di loro continuano a contattarmi per consigli o per un aggiornamento normativo.

Devo riconoscere che anche io sono loro grato in quanto mi hanno messo in condizione di capire il loro variegato aspetto psicologico.

De Pietro: e i suoi rapporti con i titolari di autoscuola?: sempre soddisfacenti anche se a volte gli interessi economici di alcune autoscuole possono produrre delle scelte che non premiano la  professionalita’ del bravo docente ritenuto troppo costoso indirizzando le loro scelte verso colleghi decisamente mediocri ma piu °economici”.

La Valle: il problema conseguenziale e’ che gli allievi con il tempo si autoadattano agli standard di insegnamento inadeguati di alcuni docenti ritenendo che il livello dell’insegnamento ricevuto sia soddisfacente inconsapevoli che spetterebbe loro un servizio molto migliore.

De Pietro: in quali zone di roma ha insegnato e quali sono i suoi ricordi piu’ belli ?

La Valle: ho avuto modo di insegnare in autoscuole di periferia e centrali come casalotti,trastevere, trionfale, piazza cavour e in ultimo Parioli.

Devo dire che passare dalla tipologia di carattere degli allievi di casalotti a quella dei parioli ha comportato per me un grande impegno di adattamento in quanto sono due mondi diversi ma comunque didatticamente stimolanti, i ricordi piu’ belli sono molteplici:  ad esempio le torte a forma di volante preparate per me dalle allieve di casalotti o le lezioni di guida  sul raccordo a tarda serata sfiorando i limiti concessi dal codice. ma e’ anche così che si impara.

Mi viene anche in mente g.b. un ragazzo di colore che dopo piu’ di venti ore di lezione non sapeva tenere il volante in mano, ne’ fare una partenza o tanto meno un parcheggio. Fu una sfida per me: gia’ dopo la mia prima lezione sapeva fare le partenze e in poco tempo mi ha dato prova delle sue capacita’ conseguendo la patente in pochissimo tempo.

Una esperienza molto divertente e’ stata di quando mi recavo la domenica mattina nelle case, anche di campagna, a fare lezione di teoria per patenti superiori a ragazzi che, impegnati nel loro lavoro di operaio durante la settimana, non avevano altre possibilita. Per loro anche conseguire un cap per il taxi o una patente d era come una laurea! 

De Pietro: come si rapportano gli allievi verso gli insegnanti istruttori visto che lei ricopre entrambe le qualifiche da oltre quaranta anni?

La Valle: bisogna assolutamente essere al passo con i tempi seguendo l’evoluzione psicologica dei ragazzi che, anche a distanza di due tre anni, e’ facile constatare che il loro carattere subisce delle mutazioni che l’insegnante deve essere in grado di cogliere.

De Pietro: e cosa puo’ dirmi circa l’evoluzione della tecnologia applicata alle automobili?

La Valle: purtroppo ribadisco che moltissimi insegnanti/istruttori sebbene seguano obbligatori corsi di aggiornamento non sono assolutamente al passo con i tempi e con le nuove tecnologie necessarie per un corretto utilizzo di un’auto moderna.

Bisognerebbe spiegare quantomeno cosa sono e come si usano gli adas (advanced driver assistance systems) che rappresentano tecnologie progettate per supportare il conducente, migliorare la sicurezza stradale e prevenire gli incidenti.

De Pietro: pensa che il conseguimento della patente fornisca agli allievi le giuste capacita’ per condurre un veicolo in modo sicuro?

La Valle: credo che per chiunque ci sia sempre da imparare e a maggior ragione per un neofita della guida. 

Consiglio sempre ai neo patentati di seguire un qualificato corso di guida sicura.  Vorrei fare un esempio: molto spesso si consegue la patente senza aver mai provato una frenata al limite di aderenza, senza avere nozioni circa un corretto utilizzo della rotazione del volante, senza avere alcuna nozione circa un corretto controllo della sbandata del veicolo. 

i corsi di guida sicura approfondiscono proprio questi argomenti formando allievi capaci quantomeno di  provare a gestire il controllo del veicolo in condizioni estreme riducendola possibilita’ di avere un grave incidente o addirittura di evitarlo. 

 tenga presente che dedico almeno tre ore al giorno al mio aggiornamento personale e spesso vado ad affinare le mie capacita’ di guida su circuiti stradali come di   recente il vecchio mugello e la targa florio senza tralasciare i percorsi dolomitici dove il piacere della guida raggiunge la quintessenza.

De Pietro: in conclusione cosa consiglierebbe a chi intende conseguire la patente a prescindere dalla sua eta’? 

La Valle: la modestia e la voglia di apprendere abbinata ad un coretto livello di insegnamento.La cosa peggiore per un istruttore e’ di trovarsi davanti un allievo alla prima lezione che dice di saper guidare ed e’ proprio davanti a queste affermazioni che si vede la qualita’ del docente. 

Bisogna anche tener presente che l’interesse per il conseguimento della patente,ora al settimo posto tra le preferenze dei giovani, non e’ piu’ quello prioritario di una volta.