di Giuseppe De Pietro

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Terre di Siena e i suoi colli: artistica, paesaggistica, escursionistica, ed enogastronomica e le vie della transumanza. Paesaggi che per quanto sono belli sembrano un’idealizzazione artistica. Apre il cuore lo sguardo la Val d’Orcia, nel cuore della Toscana. Le colline su cui sorgono Radicofani, Castiglione e San Quirico d’Orcia, Pienza, Montalcino. Le Terre di Siena con le sue strade bianche, un’opera d’arte fatta di antichi sentieri, borghi medievali, cipressi isolati, onde di terra in continuo movimento, castelli ed aree di grandissimo valore paesaggistico, un universo da scoprire affidandosi al ritmo lento del viaggio a cavallo, lontano dalle logiche del turismo inteso come bene di consumo e dalle rotte obbligate dei mezzi di trasporto motorizzati. Un nuovo modo per scoprirla, è quello del viaggiare a cavallo, offrendo un ricco ventaglio di proposte dedicate agli amanti dell’outdoor. Grande la varietà dei percorsi, pensati sia per gli esperti in grado di resistere 4 o 6 ore in sella, sia per i principianti (con la possibilità di noleggio dell’animale), che vengono accompagnati da una guida in grado di garantire la necessaria assistenza.
Otto sono le direttrici che attraversano le Terre di Siena e che costituiscono dei veri e propri viaggi immersi nella natura. Fra questi “Le tracce della transumanza”, l’affascinante percorso tra le Province di Siena, Arezzo e Grosseto, per raccontare il valore dei sentieri utilizzati un tempo dai pastori per il trasferimento stagionale dei bestiami, il viaggio di uomini e greggi che hanno fondato quella che può essere definita “la civiltà della transumanza”, ovvero un insieme di valori culturali, ambientali e antropici che hanno consolidato una identità storica e sociale. Da poco si è svolta l’edizione del 2010 che come ogni anno riscute grande successo dagli amanti del cavallo e dai semplici turisti incuriositi dall’evento e desiderosi di immergersi, con cavalli e cavalieri, nella magia del passato.

 

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Due diversi sentieri sono stati proposti in questi anni, quello che partiva dalla Diga del Calcione (comune di Lucignano, Arezzo) e arrivava fino La Befa nel Comune di Murlo, passando da San Gimignanello, Bagni di Montalceto, Belsedere e San Giovanni d’Asso; e quello del 2010 dove un folkloristico gruppo di otto cavalieri – con vestiario e bardature dei cavalli in rigoroso stile maremmano – e sei butteri è partito da Arezzo con destinazione Grosseto per un sentiero di 170 km. Un percorso che si è snodato dalla Colonna del Grillo a Castelnuovo Berardenga, da Mucigliani e Vescona lungo le Crete fino al Castello di San Fabiano a Monteroni d’Arbia, per poi guadare il fiume Arbia e salire verso Cuna, visitare l’antica Grancia, continuare per la strada di Radi verso il Castello di Grotti, la tenuta di Bagnaia, guadare il fiume Merse, toccare Orgia, Brenna, salire a Il Poggio in direzione di Pentolina, scendere in Pian di Feccia e arrivare infine ad ammirare lo splendore dell’eremo di Montesiepi e dell’abbazia di San Galgano per proseguire poi verso Roccatederighi, fino ad arrivare a Grosseto.

Ma tante sono ancora le proposte per le vacanze a cavallo come il percorso “Borghi segreti, nobili vigneti e antiche pievi” che va da Badia a Coltibuono nel Comune di Gaiole in Chianti fino a Poggio Tagliato nel Comune di Monticiano ( 80 km), oppure la proposta ”All’ombra delle Torri” che parte da Abbadia Isola (Comune di Monteriggioni) fino a Castelvecchio di San Gimignano (38 km). “Profumo di Maremma. Colore rosso di Montalcino, aria di montagna” è il sentiero di 54 km che dai boschi della Val di Merse portano, immersi in una natura selvaggia, al piccolo borgo de La Befa, per poi continuare fino all’abbazia di Sant’Antonio, tra gli ulivi e i vigneti del leggendario Brunello. Un altro piccolo grande viaggio è “L’anello di Siena”, che passa dalle terre rosse della Montagnola alle Crete argillose tra Poggio ai Frati e Mociano, fino ad arrivare al tufo del tratto tra Monteliscai e Valiano. Un percorso che in ogni punto consente di volgere lo sguardo al profilo della Torre del Mangia e alla cupola del Duomo di Siena. “Sui Crinali delle Terre di Siena fino alla rocca di Ghino di Tacco” è il viaggio straordinario che attraversa da nord e sud per ben 104 km tutto il territorio senese, dalle Crete alla Val d’Orcia passando per il Monte Cetona, mentre un viaggio ben più corto ma ricco di suggestione è “La Poesia della Val d’Orcia, strade e cipressi lungo il fiume”, 28 km nell’armonia del paesaggio fatto di cipressi, antichi poderi e geometrie di terra, dai vigneti di Montalcino alle colline della Foce attraverso la magia della Val d’Orcia.

                    

Tante quindi le proposte per le vacanze a cavallo, tutte con l’obiettivo di recuperare una parte del vasto reticolo di strade bianche, dove ancora oggi sono presenti e vivi gli antichi valori della tradizione locale, per renderle così fruibili e trasformarle in una nuova offerta turistica, soprattutto per quei viaggiatori che amano spostarsi a testa alta, fermarsi a scrutare grandi orizzonti. Scoprire le Terre di Siena a cavallo infatti significa affidarsi ai sensi per vivere in pieno la percezione del paesaggio, integrandosi perfettamente con l’ambiente puro, dove il feeling con l’animale permette di vivere a pieno la straordinarietà della natura.

E, naturalmente, un viaggio ricco anche di storia dei cibi, con applicazione gastronomica moderna. Si comincia col maiale della razza Cinta Senese, il maiale in bianco e nero che per i tempi lunghi di allevamento (oltre un anno e un bosco tutto per lui), ha corso il rischio di scomparire ed oggi con un opportuno incrocio cresce in più di 200 allevamenti della Toscana, fino ai pici della Val d’Orcia, ai “vini nobili” di Montepulciano al pecorino di Pienza. Papa Pio II, l’ “inventore” di Pienza, fu tanto colpito dal cacio “buono e delicato” di Chiusure, vicino ad Asciano, al centro delle Crete Senesi, da citarlo  nei suoi rinomati “Commentarii”.  Il pecorino delle Crete Senesi viene citato anche in molti documenti dei Seicento e Settecento. Da uno studio di fine Settecento sulla produzione di questo formaggio in  Val d’Orcia, risulta che le fanciulle che hanno imparato l’arte di fare il pecorino trovano marito più facilmente e questa abilità va in conto dote. Oggi si può scegliere fra il pecorino “avvolto nel fieno, sotto la cenere, in fossa, cosparso di buccia di pomodoro, tra le foglie di fico e di alloro, sommerso nella vinaccia e maturato in botte”.